4 Semplici mosse per lavorare con la NASA

Tenere il piede in due scarpe è un tentativo che fanno in molti e che, di solito, porta a disastri di una portata immane:

  • moglie/marito e amante
  • il lavoro principale e il lavoretto aggiuntivo
  • l’attività professionale e il network a tempo perso

(Se vuoi aggiungi le situazioni in cui hai tenuto il piede in due scarpe anche tu nei commenti, così ci facciamo due risate)

Prima o poi ci siamo capitati tutti e anche noi, come azienda, soprattutto all’inizio del nostro percorso, abbiamo avuto la tentazione di “farci in quattro”, investendo in attività molto diverse tra loro ma che sembravano promettere fontane d’oro e cascate di banconote da 100 euro, quasi senza impegno e con pochissimo lavoro.

Si diceva: “Questo è un settore che tira”, “Se ce l’hanno fatta certi incapaci, noi sbanchiamo”, ecc.

In effetti, in diversi casi avevamo ragione sulla possibilità di fare soldi e di avere ottimi risultati, ma su certe cose avevamo torto e abbiamo imparato alcune grandi lezioni.

  1. Se vuoi avere risultati in una qualunque attività devi studiare, quindi ti tocca “entrare nel giro” e conoscere persone, tecnici, fornitori, competitors e tutti quelli che concorrono a dare vita a quel settore.
  2. Devi organizzare bene il lavoro, occupandoti di tutti quei dettagli che faranno la differenza e determineranno il successo della tua impresa, fosse anche un semplice codice attivato in un network marketing.
  3. Tutte queste cose ti chiedono di impegnare due risorse importanti: tempo, per fare tutto quello che serve per avere risultati, e denaro, perché, anche se non spendi soldi in senso fisico, il tempo è un costo enorme se non lo finalizzi bene.

Quindi abbiamo deciso di focalizzarci su un’unica attività e finalmente abbiamo capito la lezione più importante: puoi avere successo in qualunque settore se dedichi abbastanza tempo e impegno per arrivare al risultato che ti interessa.

Potrebbe essere facile se non ci fosse un grande nemico da affrontare: la distrazione golosa.

Quando sei a dieta, la cosa migliore da fare è rispettare il programma alimentare in modo maniacale, affinché sia possibile ottenere il peso forma prima possibile e poi portarsi a un regime alimentare equilibrato e soddisfacente senza troppe privazioni, le quali rappresentano il problema principale dell’insuccesso di quelli che non resistono alle “tentazioni”.

Se hai mai fatto una dieta dimagrante o se conosci qualcuno che l’ha fatta, saprai che solo pochissimi sanno tenere fede all’impegno preso con se stessi, mentre la maggior parte delle persone cede dopo pochi giorni a piccole concessioni che finiscono col crescere progressivamente, fino a interrompere la dieta, tornando alle vecchie abitudini.

Questa metafora è perfetta per rappresentare i comportamenti di tutte quelle persone che iniziano mille cose senza mai portarne una fino in fondo e, di solito, sono proprio loro che si lamentano di più e che attribuiscono colpe a destra e a manca per giustificare il loro fallimento: la dieta è troppo dura, l’allenamento è troppo pesante, il mercato è troppo difficile, la fidanzata o il fidanzato non sono mai contenti…

Ma allora, come fanno quelli che riescono a seguire la dieta, a seguire un allenamento, a ottenere successo con la loro impresa o nella loro relazione?

È semplice da dire, ma non tanto semplice da fare, per cui preparati a leggere la soluzione e chiediti se hai voglia di metterla in atto, perché se non fai così potrai solo continuare a lamentarti.

Se vuoi autorealizzarti devi imparare a scegliere e, soprattutto, a tenere fede alla scelta.

Vediamo subito qualche consiglio utile per evitare le trappole mentali che ti fanno fallire e avviare il software analogico che ti può guidare nelle tue iniziative più importanti.

Iniziamo col comprendere cosa ti ha impedito fino a questo momento di mantenere il focus per un tempo lungo: la paura di perdere.

Il cervello umano, nella sua parte più antica, conosciuta anche come cervello rettiliano, si occupa di evitare le minacce e di cercare ricompense, premi, opportunità allo scopo di tenerci in vita. Considerando che il cervello umano sembra essere rimasto identico a quello di 150.000 anni fa, risponde a un’ipotetica minaccia come se fosse determinata da un predatore che vuole mangiarci, assimilandola a un comportamento minaccioso di chi ci insulta o al rischio di perdere un oggetto caro, esattamente come se fosse la perdita della vita stessa.

Proviamo a fare un esempio: se perdi un anello di basso valore economico che ti ha regalato una persona a cui tieni molto, ti fa più piacere ricompralo o ritrovarlo? E se lo ricompri, questo basta a toglierti la sensazione di fastidio di averlo perso? Probabilmente no, vero?

Bene, come puoi comprendere, l’opportunità di avere qualcosa per il nostro cervello è meno importante del rischio di perdere qualcosa ed è principalmente per questo motivo che la maggior parte delle persone non sa dire di no a un’opportunità: non perché la vogliono, ma perché non la vogliono perdere.

Tornando al caso della dieta, il problema è proprio questo: le persone si concentrano su cosa devono smettere di mangiare (perdere) e non su cosa possono mangiare che prima non mangiavano (prendere), il che attiva immediatamente l’allarme nel cervello rettiliano e spinge le persone a riprendere ciò che stanno “perdendo”, riportandole alle vecchie abitudini.

Lo stesso principio ci fa correre dietro alle varie “occasioni da perdere” spostando la nostra attenzione da ciò che stiamo costruendo, magari con molte difficoltà e non poche frustrazioni di fronte ai primi fallimenti iniziali, verso qualcosa che, in ipotesi, può darci tutto e subito, che ha già dato grandi soddisfazioni ad altre persone le quali ci dicono che è facile e veloce e che se diciamo no, perdiamo una grande occasione: praticamente un miraggio.

Ecco spiegati i perché della scappatella, dell’attività parallela, dell’interruzione del programma di allenamento o della dieta.

Bene, adesso non vorresti qualche trucco facile e veloce per sconfiggere questo tremendo problema? Certo che lo vuoi ed è proprio questo il problema: non esiste!

Esiste però una soluzione straordinaria che, messa in atto, fa miracoli e te la metto subito a disposizione: si chiama NASA.

Non parlo dell’agenzia spaziale americana ma dell’acronimo creato all’interno del Metodo Trasforma. Vediamo come funziona.

No

Allenamento

Azione  

NO: scegli una cosa, un’attività, una persona che ti interessa e inizia a dire NO a qualunque altra cosa, impegnati senza ragionare a dire NO a qualunque altra attività, proposta, persona, che ti porta lontano da ciò che hai scelto, sapendo che se non lo fai perderai la possibilità di autorealizzarti. Se vuoi potenziare questa possibilità, impegnati in pubblico e con più persone, dichiarando la tua intenzione e, se ti è possibile, incaricando una persona vicina di farti notare ogni volta che manchi al tuo impegno.

ALLENAMENTO: stabilisci un tempo e un risultato da ottenere, in modo da poter misurare i progressivi miglioramenti e strutturare una nuova abitudine che, nel tempo, diventerà irrinunciabile e produttiva. All’inizio dovrai forzarti un po’ ma vedrai che progressivamente funzionerà sempre meglio. Un esempio è questo: ti iscrivi in palestra e definisci un programma di allenamento. Stabilisci quanto vuoi dimagrire, quanto vuoi crescere, in quanto tempo e ogni quanto fare verifiche dei progressi. Quando sarà il momento di andare ad allenarti, potresti non averne voglia, perché potresti focalizzarti sulla fatica o sul fatto che ti perdi l’aperitivo o quella serie televisiva che ti piace. Bene, allora fai così: smetti di pensare all’ALLENAMENTO e datti un obiettivo più facile, vai semplicemente in palestra e una volta lì deciderai cosa fare. È un piccolo trucco per rendere le cose più semplici al cervello ma funziona bene.

: quando hai deciso a cosa dire no, scegli a cosa dire . Ti sembra difficile individuare a cosa dire ? È più semplice di quanto credi: puoi dire solo alle cose, alle attività e alle persone che contribuiscono a raggiungere il tuo obiettivo. Tornando all’esempio dell’allenamento in palestra, è facile comprendere che puoi dire no a chi ti propone una pizza fritta a metà pomeriggio e puoi dire a chi ti propone una lunga passeggiata dopo cena. La cosa importante è farsi un bell’elenco di quali sono le cose a cui dovrai dire no e quali a cui potrai dire , in modo che quando capiteranno le “occasioni imperdibili” non dovrai decidere perché hai già deciso.

AZIONE: qualunque cosa avrai deciso, il momento più importante sarà quello in cui agirai, perché sarà in quel momento che invierai l’informazione più importante al cervello: l’esperienza. L’AZIONE genera l’esperienza e, se fatta con presenza e determinazione, include i cinque sensi generando un ricordo che può avere solo due polarità, positiva o negativa. Ovviamente, l’esperienza positiva ti aiuterà ad avere voglia di ripeterla, mentre quella negativa ti farà desiderare di evitarla in futuro, per cui l’AZIONE è determinante non solo nella quantità ma soprattutto nella qualità ed è per questo che va ben strutturata. Rimanendo sull’esempio dell’allenamento, pensa a cosa succederà nella tua mente se inizi a fare uno sport che ti risulta pesante, noioso e altamente faticoso oppure se inizi uno sport che ti fa divertire che ti stanca ma non ti “affatica” mentalmente e che ti lascia una sensazione di piacere. Non ci vuole molto a comprendere che nel primo caso ti peserà moltissimo continuare, mentre nel secondo caso non vedrai l’ora di ritornarci.

Ora pensa alle volte in cui hai ottenuto un risultato positivo consolidato e quando invece le cose si sono perse nel nulla e facci sapere se lo schema corrisponde: scommettiamo?

A questo punto non ci resta che augurarti di iniziare a lavorare con la NASA.

Buon divertimento!

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